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Preparazione atletica per lo sportivo

La mia proposta di preparazione atletica consiste in un insieme di attività ad hoc modulate sulle capacità fisiche della persona. Combino allenamento all’aria aperta, sala pesi, allenamento funzionale, propriocettività, piscina, stretching e lavoro sul campo di atletica, allenamento di resistenza (corsa, bicicletta, roller).

 

Un atleta solitamente si rivolge a me per migliorare la propria condizione fisica e sportiva, da affiancare all’allenamento tecnico- specifico tipico dello sport praticato. Il mio lavoro permetterà all’atleta di migliorare efficienza fisica e creerà i prerequisiti che consentiranno di interpretare con grande efficacia il gesto atletico.

 

In primo luogo è necessario programmare il lavoro, distribuire il carico di lavoro nell’annualità, modificare il carico di lavoro, stimolare le capacità dell’atleta al fine di innalzare progressivamente il livello della sua prestazione sportiva. Il programma sarà sempre modulato sull’ atleta e deve procedere di pari passo con i suoi progressi. Video e fotografie aiutano a rivedere gli eventuali punti deboli del lavoro.

 

Infine ritengo fondamentale inserire la preparazione mentale (training autogeno e rilassamento progressivo), prerequisiti indispensabili per l’atleta che necessita di grande concentrazione e lucidità.

Recuper Muscolare Post trauma e post intervento LCA

Dopo un intervento di LCA il mio contributo consiste nel consigliare gli esercizi più idonei per un recupero veloce ed efficace della forza muscolare e della propriocezione. I protocolli di lavoro che seguo sono quelli consigliati dall’ Università Cattolica di Milano.

Elettrostimolazione

L’elettro-stimolazione è una tecnica terapica per trattare patologie che comportano una perdita di forza muscolare, inizialmente si usava solamente nel recupero post operatorio, per evitare di perdere tono muscolare, successivamente questa pratica è stata utilizzata anche nello sport, per migliorare le prestazioni sportive, in quanto permette raggiungimento tono muscolare più’ veloce. Utilizza questa tecnica per migliorare il trofismo muscolare, soprattutto dopo un intervento al menisco o al legamento crociato anteriore (LCA).

 

L’elettrostimolatore è un attrezzo dotato di elettrodi,che conducono corrente a livello placche neuromuscolari. Fondamentale è la posizione degli elettrodi che devono essere posizionati longitudinalmente rispetto alle fibre muscolari da allenare (elettrodo negativo va posto vicino all’origine- elettrodo positivo al centro del muscolo).

 

Durante la seduta si può’ modulare la frequenza, la durata e l’ intensità, in tal modo si può’ decidere di stimolare le fibre veloci, lente o intermedie, effetto che non possiamo raggiungere fisiologicamente in modo volontario. I diversi programmi permettono di migliorare la capillarizzazione, aumentare il tono muscolare, migliorare forza esplosiva e recuperare tonicità post intervento.

 

Oggi un buon elettro stimolatore usa correnti bifasiche simmetriche, per evitare bruciature causate dalla polarità’.

Controindicazioni: l’elettrostimolazione non va usato in gravidanza, pazienti portatori di pacemaker, nei bambini, su ferite, in pazienti che soffrono di epilessia e patologie tumorali.

Durante una contrazione muscolare volontaria (attiva) è il cervello che genera l’impulso elettrico, questo poi arriva al midollo osseo che lo trasmette al nervo motore e avviene la contrazione; nella stimolazione passiva è l’ elettrostimolatore che funge da “cervello”, cioè dà impulso al muscolo per contrazione.

 

Solitamente utilizzo una pratica combinata, stimolo attivo e passivo, in quanto si è visto che si ha un incremento notevole del lavoro muscolare (lavoro a corpo libero o con sovraccarichi). Particolarmente efficace è, in tal senso, il lavoro per muscolatura estensoria (quadricipite e leg extention), in breve tempo si nota un notevole incremento di forza, forza esplosiva e resistenza a seconda del programma di lavoro scelto.

 

Allenarsi in questo modo permette di reclutare un maggior numero di fibre in breve tempo, occorre però al tempo stesso lavorare in sedi separate sull’allenamento in senso attivo, per trasformare questa forza acquisita in gestualità motoria.

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